Chirico infuriato: Tutti insufficienti compreso Allegri. Spero che adesso...

Il direttore di Top Planet Marcello Chirico ha esternato il suo pensiero sulla giornataccia della Juventus attraverso la sua pagina facebook: "E chi se la sarebbe immaginata una catastrofe del genere! Ah, certo: quelli che sono anti-Allegri, anti-Marotta, anti-Paratici, anti-Agnelli, anti-tutto (praticamente, degli anti-juventini fatti in casa) loro si, loro questa sonora sconfitta se l'aspettavano eccome ..uhuuu se se l'aspettavamo, e - probabilmente - non ne vedevano l'ora. Domenica sera loro saranno state le persone più felici di questa terra, perché adesso potranno continuare a sparlare di tutti, forti appunto del 3-1 subito a Marassi.

Oddio, stavolta anch'io sono parecchio incavolato, perché certe figuracce preferirei evitarle. Nel primo tempo siamo stati letteralmente presi a ceffoni, e noi non reagivamo. Uno schiaffone, un altro schiffone ancora, un terzo ceffone ancora più forte..e niente. Loro 3 gol e otto tiri in porta, noi un tirop, se va bene. La vogliamo chiamare Juventus, questa roba qui? La Juventus del lussuoso mercato estivo presa a calci nel sedere da un Genoa zeppo di ragazzini terribili, e con una garra mai vista. Complimenti a Juric e ai suoi grifoni, vittoria strameritata! Partita da urlo.

E i nostri? Trovarne uno accettabile, dopo la gara del Ferraris, non è facile (forse il solo Rugani). Così come non ne esce da Genova con la sufficienza manco mister Allegri, sperimentatore di formazioni e trovate tattiche davvero sconclusionate: che c'azzecca Cuadrado seconda punta? che ci fa Dani Alves come terzo centrale difensivo? e perché puntare sul bradipesco Hernanes pure in una partita dove sapevi che gli altri l'avrebbero messa su un piano che il brasiliano non avrebbe potuto reggere: quella del ritmo? E quando capisci che questa formula non funziona, perché non la cambi? Ripeto: tutti insufficienti, compreso chi li allena.

Andiamo sui singoli. Le "bonucciate" del Bonny erano una consuetudine nella Juve del 1° Conte, ma se dopo 5 anni le rivediamo di nuovo significa una cosa sola: che Leo si ritiene così figo da credere di poter fermare un avversario con un colpo di tacco. Un'assurdità che solo a lui , nella stratosferica megalomania del proprio ego, poteva venire in mente di fare. 
La sconfitta di Marassi parte tutta da lì, da una giocata folle del suo uomo più affidabile. Un gesto tecnico sconclusionato in grado di farci capire con quale testa sia entrata in campo l'intera squadra: quella di chi ritiene di appartenere ad una categoria superiore e a cui tutto è concesso. Che insomma si potesse venire a Genova e sbarazzarci, in un modo o nell'altro, del Grifone. Perché siamo troppo forti, troppo fighi, troppo tutto.

Masssimiliano aveva intuito (e il giorno prima , in conferenza, l'aveva fatto capire) che nello spogliatoio circolava un'aria strana dopo Siviglia, e aveva chiesto alla truppa massima concentrazione. Purtroppo non è stato in grado di ottenerla (si domandi perché). Da nessuno: da un Benatia irriconoscibile, da un Alex Sandro imbarazzante in fase difensiva, da un Lichtsteiner abulico, da un Khedira spaesato, da un Dani Alves pasticcione, da un Pjanic inconcludente (punizione a parte, e un 2° tempo dignitoso), da un Cuadrado nervoso e mai incisivo, da un Mandzukic che fa tutto meno il centravanti. In poche parole: un'accozzaglia umana senza capo nè coda. 
Nel 2° tempo si è visto qualcosa di meglio, ma ormai la partita era indirizzata. Avrebbero potuto riaprirla solo il rigore non dato su Mandzukic (ma ormai abbiamo capito che , quest'anno, a noi non li danno nemmeno se sono netti) e una migliore mira di Khedira sotto porta.

Unico aspetto positivo di questo disastro è che siamo sempre in cima alla classifica con 4 punti di vantaggio sugli inseguitori. Stop.
Una cosa però è certa: se ci ricapiterà di tornare a giocare un'altra partita di M come questa, prima o poi ci raggiungeranno e ci supereranno. 
Che la scoppola di Genova ci serva da lezione. Una lezione, però, da tenere bene a mente, non come abbiamo fatto dopo quelle già prese a Milano.
Come se non bastassero le 3 castagne, a fine gara è arrivato pure il bollettino medico: elogazione per Bonucci (da valutare) e frattura composta della caviglia per Dani Alves (out 3 mesi, minimo: saranno felici i suoi detrattori). Piove sul bagnato. Però, in genere, dopo l'acquazzone arriva sempre l'arcobaleno".