Clamorosa retroscena - Mandzukic: Quando e' arrivato Higuain? Avevo deciso di...

Mario Mandzukic è diventato, a suon di prestazioni, l'idolo della tifoseria juventina. Le sue corse, il suo sacrificio, sono gli elementi maggiormente apprezzati dai tifosi bianconeri. Il centravanti della Juventus ha parlato a "Il Corriere della Sera" della sua avventura nel mondo del calcio, della sua storia, della sua esperienza in bianconero e di molto altro: "Come ho iniziato col calcio? Grazie a mio padre, che era un bravo stopper. Lui mi portava agli allenamenti e io mi sono innamorato di questo sport. Il mio idolo era Ronaldo, il Fenomeno. Passione, coraggio e orgoglio, sono concetti essenziali. Rappresentato quello che provo o che voglio sentire: nel calcio ma anche nella vita privata. Giudicato per i gol fatti? Metto tutta l'energia che ho, che è tanta, per aiutare la Juventus a vincere. La cosa più importante è che lo sappiano i compagni e l'allenatore. E qualche volta ho l'impressione che lo capiscano meglio i tifosi di tanti esperti. Ma è meglio vincere le partire che contare i propri gol". Mandzukic ha poi parlato del momento difficile dello scorso anno e delle panchine: "Contro l'Udinese alla prima giornata mi sono ferito su un tabellone pubblicitario. A me non piace piagnucolare perché mi deprime ancora di più e non voglio mai cercare scuse. Preferisco lottare contro il dolore, ma ammetto che ho avuto 3-4 mesi complicati : la ferita si è infettata e ho dovuto prendere antibiotici. Qualsiasi contatto in allenamento mi dava fastidio. Le panchine? Non è un'arrabbiatura vera e propria. Tutto nasce da questo mio amore viscerale per il calcio. Ed è più un dispiacere: come quando un bambino piccolo sta giocando in cortile e viene chiamato, perché deve tornare a casa. Non riesco a nascondere le mie emozioni, non sono un robot. Ci metto tanta passione ed è normale che mi dispiaccia uscire. Ma non è niente di così grave. Aria da cattivo? Ma no, sono 'cattivo' solo sul campo. Garanzie quando è arrivato Higuain? No. In una squadra come la Juve arrivano solo quelli più forti. Con Higuain ci capiamo benissimo, sia in campo che fuori. Forse a qualcuno piacerebbe che ci fosse disaccordo tra noi due, ma c'è grande stima reciproca. Poi ognuno di noi deve dimostrare sul campo quanto vale e si deve ricavare il proprio spazio. In coppia col Pipita? Perché no? Non mi sono mai posto il problema o fatto dei film in testa. E credo che abbiamo dimostrato di essere capacissimi di giocare insieme. Ho una visione del calcio nella quale bisogna essere aperti alle varie possibilità, senza farsi troppi problemi, ma lavorando per vincere".