La Juve ha quasi scelto, ecco chi indossera' la maglia numero 10 dopo il no di Dybala

Da una sosta all'altra come cambia il ruolo di Miralem Pjanic nella Juve. Un ritiro estivo in cui provare nuove soluzioni poi la doppia panchina a scopo precauzionale dopo il colpo subito a Villar Perosa. Il debutto da titolare ed un ruolo da subito chiave nel gioco di Allegri durante il primo tour de force, che ha lanciato diversi messaggi: il primo è quello legato al fatto che il ruolo da vertice basso stritolato tra la linea dei mediani e quella dei tre centrali lo rende normale o quasi inutile, vedi San Siro. Il secondo è quello che fa capire senza troppi giri di parole quanto la sua qualità sia fondamentale in questa Juve, decisiva quando Pjanic è in grado di inventare tra le linee da mezzala mobile in attesa di potersi reinventare infine trequartista. E dopo la seconda sosta, ora, il bosniaco è atteso al definitivo salto di qualità insieme alla Juve tutta. 

NUMERO 5 PER DUE - Anche con la maglia della Bosnia ha confermato i progressi delle ultime settimane in bianconero, i due assist per Dzeko nell'ultima morbida sfida col Cipro ne sono la dimostrazione pratica. Illuminare il gioco della Juve a sprazzi, però ora non basterà più. D'ora in poi, fino alla prossima sosta, Pjanic dovrà convincere Allegri a lasciargli definitivamente in mano le chiavi del gioco bianconero, applicando il suo talento e i suoi tempi di gioco anche ad un lavoro sporco in fase di non possesso che rimane fondamentale per evitare che nella scelta dell'undici titolare prevalga sempre il timore di perdere quegli equilibri e di non potersi permettere “troppa roba a centrocampo”. Per convincere Allegri, soprattutto, che sia lui l'uomo giusto per poter fare in modo che la Juve sappia passare con disinvoltura ad un assetto col trequartista al di là della gesione di una linea difensiva a tre o a quattro: in estate si è lavorato parecchio per il 3-4-1-2 con Pjanic a illuminare il gioco, quell'inversione del triangolo di centrocampo che non è stata ancora varata e che per riportare in cabina di regia il bosniaco ha bisogno del miglior Pjanic di sempre. Regista sì, ma alto e non basso, trequartista e non mediano altrimenti è meglio continuare come fatto fin qui, con una giusta via di mezzo. Per il salto di qualità definitivo suo e della Juve, soprattutto in ambito europeo, c'è forse proprio bisogno che quel 5 sulla schiena si trasformi definitivamente in un numero 10 sul campo: in fondo il mercato ha parlato chiaro, è lui l'erede di Pogba. Gli esami di maturità stanno arrivando.