Patrice Evra: Higuain? Mi ricordo di una partita quando eravamo entrambi in panchina mi disse..

Giocando con i più grandi allo United ha vinto tanto, Patrice Evra. E oggi, al fianco diHiguainBuffon e gli altri compagni, il terzino bianconero in un'intervista a Uefa.com racconta la sua Juve e si racconta. 

Che impressione ti ha fatto finora Higuaín? "Non lo conoscevo personalmente, prima di tutto è un grande uomo, che è molto importante nel calcio. A parte questo, lui è il tipo che impazzisce se non segna - è nella sua natura. Mi ricordo di una partita quando eravamo entrambi in panchina e si stava mordendo le unghie. Mi ha detto: 'Quando entro devo segnare!'. Lui è ossessionato dal gol. Un po' come van Nistelrooy, attaccanti che sono nati per il gol. Se non segnano, non riescono a dormire. E tutto questo è perfetto per la Juventus".

Ma non è l'unico grande rinforzo questa stagione... "I nuovi arrivati sono tutti perfetti per la Juve, e questo è un altro motivo per cui le aspettative sono molto alte, abbiamo aggiunto giocatori di grande qualità. Il mio lavoro è quello di aiutarli ad ambientarsi al meglio nella loro nuova famiglia - perché la Juve è come una famiglia – e fare in modo che diano il meglio in campo, in modo da vincere trofei anche quest'anno".

Tu del resto sei uno dei grandi leader della squadra, come Buffon. Si ricordano importanti discorsi nello spogliatoio da parte tua in questi anni... "Penso che ci siano diversi motivatori in squadra, ma Gigi e io vogliamo tutto, e facciamo in modo che questo spogliatoio dia sempre il massimo. E' stato detto che alcuni nostri discorsi hanno fatto la differenza. Ma no, ognuno fa la differenza. Tutti i giocatori sono leader".

Quanto volete la Champions che manca da tanto in casa Juve? "Io ho giocato cinque finali e ne ho vinta solo una. Ne ho perse tre contro il Barcellona. Senza il Barcellona l'avrei vinta quattro volte... Per me è la competizione più bella. Anche adesso che ho 35 anni sentire l'inno della Champions è speciale. E' una competizione che amerò per sempre".

E Buffon che gli è sempre sfuggita finora? "Buffon meriterebbe la Champions League. Se devo essere veramente onesto, il mio portiere è Edwin Van der Sar. Quando sono arrivato qui, conoscevo Gigi Buffon perché lo guardavo in tv, ma poi allenarmi con lui, giocare con lui: Wow! Che giocatore! Più invecchia e meglio gioca. Credo che adesso faccia parate che non faceva nemmeno quando aveva 18 anni. Per questo è bellissimo vederlo in azione".

Anche tu non sembri sentire gli anni che passano... "Sono più calmo rispetto al passato. Vedo le cose molto meglio. Quando hai 20 anni corri, corri, corri e metti dentro tanti cross. Adesso forse ne metti solo cinque a partita ma uno diventa un assist. E anche il senso della posizione è diverso. Quando si è giovani se sei nella posizione sbagliata, puoi compensare con la velocità. Adesso devi sempre farti trovare pronto nella giusta posizione. Mi ricordo Ryan Giggs che a 37 anni ebbe una delle stagioni migliori. Gli chiesi perché e mi disse: "E' come se fosse tutto troppo facile adesso'. Dopo la partita non era mai stanco. Quando avevo 20 anni io ero molto stanco dopo le partite. Ma ora si gioca più con la testa e dopo la partita ci si sente bene. Anche se poi lavoriamo molto duramente con la Juventus. Se non fossi alla Juventus, non so se il mio livello sarebbe così alto adesso perché abbiamo un modo diverso di lavorare anche rispetto a come ero abituato a Manchester o con la nazionale. Per questo dirò sempre grazie alla Juventus. Sto iniziando a vedermi come una bottiglia di vino. Più invecchio, migliore è il gusto. Ma sto lavorando sodo, non c'è nessun segreto. Io lavoro duro anche quando sono in vacanza. Sono un competitivo e voglio lavorare sempre fino a quando le gambe non possono più farlo".

E il futuro? "Non preoccupatevi, quando vedrò che il mio livello starà calando, mi limiterò ad andare in pensione. Sono onesto con me stesso. Ma al momento mi sto divertendo, mi piace correre. Sento che sto giocando ogni partita come se fosse l'ultima. I miei esempi sono giocatori del calibro di Maldini e Zanetti, che hanno giocato fino a 40 anni. Ryan Giggs. Questi sono i miei esempi. A volte ci si dimentica quanto è importante l'esperienza. Per esempio un giocatore come Andrea Pirlo, quando aveva 20 anni non credo che leggesse il gioco come ora. L'esperienza è fondamentale quando si giocano tante partite. Credo che l'esempio di Maldini sia quello perfetto. Non penso troppo al futuro, voglio divertirmi. Come dico sempre, io amo questo gioco!".